Assenteismo: il danno all’azienda e i modi per controllarlo

Oggi più che in passato l’assenteismo rappresenta un problema diffuso nel mondo del lavoro e coinvolge sia il settore pubblico, sia il settore privato. I dipendenti assenteisti minano l’efficienza produttiva dell’azienda e creano problemi di organizzazione interna e per questo il fenomeno va limitato il più possibile e occorre intervenire in modo appropriato e incisivo. Vediamo allora cosa è l’assenteismo, a chi rivolgersi per individuare i comportamenti scorretti da parte dei dipendenti.

Cos’è l’assenteismo?

Con il termine assenteismo si identifica il comportamento con cui il dipendente si assenta dal luogo di lavoro senza motivo o per motivi falsi. L’abuso di condotte sleali porta al mancato rispetto degli obblighi di diligenza e fedeltà nei confronti del datore di lavoro disciplinati dal Codice Civile. Non manca chi presenta un certificato medico basato su dichiarazioni non veritiere, dichiarando una malattia o infortunio che non gli permettono di recarsi al lavoro.

Un’altra situazione collegata al fenomeno dell’assenteismo è l’abuso legge 104, ovvero dei permessi retribuiti pari a 3 giorni al mese per accudire un convivente o un familiare fino al terzo grado e affetto da disabilità grave. Non manca l’abuso dei permessi sindacali, ovvero ore e giorni di permesso che assicurano al dipendente la possibilità di prendere parte ad attività legate al sindacato di appartenenza poi non effettuate.

Questi strumenti possono essere usati dal dipendente sleale in modo strategico, per assentarsi dal luogo di lavoro in determinate giornate come i fine settimana e in orari di lavoro pesanti, come il turno di notte.

Per quale motivo è importante monitorare l’assenteismo?

In base ai dati di presenza ogni azienda dovrebbe calcolare il tasso di assenza su base mensile o annuale, non solo per monitorare il rendimento dei dipendenti, ma anche per migliorare l’aspetto gestionale dell’azienda. L’assenteismo grava pesantemente sul bilancio aziendale dato che si tratta di giorni ed ore retribuiti.

Calcolare l’assenteismo permette di capire se si è superato il periodo di comporto, ovvero la soglia di assenza che il lavoratore può raggiungere mantenendo i diritti. Se il periodo di comporto è superato è possibile provvedere al licenziamento.

Come si calcola l’assenteismo?

Il calcolo delle ore di assenza è fatto in vari modi, sulla base di diversi parametri e dei dati che si vogliono ottenere. In molti casi si calcola la percentuale di assenteismo sulla base delle ore lavorate, delle giornate di lavoro e del numero di lavoratori assenti per poi procedere alla quantificazione delle assenze.

Non manca l’utilizzo di indici che incrociano in maniera diversa i dati di presenza sul luogo di lavoro e comprendono:

  • indice di frequenza: si ottiene moltiplicando per 100 il rapporto tra numero dei casi di assenza e numero dei lavoratori che formano l’organico medio;
  • indice di gravità, si ottiene moltiplicando per 100 il rapporto tra numero di giornate di assenza e organico medio;
  • indice di durata media, si ottiene moltiplicando per centro il rapporto tra numero totale di giornate di assenza e numero dei casi di assenza.

Andrea Quarta Investigazioni e le indagini per assenteismo

Nel caso si sospetti assenteismo a carico di uno o più dipendenti il titolare dell’azienda può incaricare un’agenzia investigativa come Andrea Quarta Investigazioni di indagare e affida il mandato ad eseguire indagini di controllo.

Per svolgere le indagini l’investigatore acquisisce le informazioni personali del dipendente ovvero i dati anagrafici e di residenza. A questo segue un’attività di osservazione del soggetto. Questo permette all’investigatore di relazionare sugli spostamenti del dipendente per vedere se il comportamento è compatibile con il permesso richiesto o con la certificazione medica di infortunio o malattia presentata.

Nel caso in cui il comportamento assenteista sia connesso allo svolgimento di un secondo lavoro, l’attività di indagine includerà l’acquisizione di dati sulla fonte di reddito alternativa per comprovare l’esistenza di un doppio lavoro non autorizzato.

In ogni circostanza l’indagine per assenteismo si conclude con la stesura di una relazione finale che riassume il lavoro svolto e permette al committente dell’indagine di adempiere all’onere della prova nel momento in cui interrompe il rapporto di lavoro con il dipendente assenteista e tale decisione viene impugnata dando il via ad un procedimento giudiziario.

Il consiglio di Andrea Quarta Investigazioni è quello di evitare il fai da te e confermare il comportamento scorretto del dipendente assenteista con un’attività di indagine investigativa affidata a investigatori privati professionisti, in modo da acquisire prove con valore legale.